| Lecce
capoluogo di provincia della regione Puglia,
è situata nella parte più pianeggiante
della penisola salentina, nella Terra
d'Otranto, a circa
11 Km
dal mare Adriatico e a 26 Km dal mar Ionio.
Famosa per il suo barocco e la cultura
millenaria, è stata dichiarata città
d'Arte. Conosciuta per la lavorazione della
carta pesta, della pietra leccese e della
terra cotta, per la sua vicinanza ai due
mari, per la maestosità e bellezza dei suoi
monumenti, per la fastosità delle
numerosissime chiese, per i suoi siti
archeologici, è meta ambita da moltissimi
turisti per tutto l'arco dell'anno.
Il
centro storico è di tipico assetto
medievale. Le vie si snodano a reticolo
irregolare, aperte qua e là in piccoli
larghi, dove si può ammirare in ogni angolo
il miracolo architettonico-scultoreo che gli
artisti hanno potuto realizzare con la
"pietra leccese".
Il periodo del suo massimo splendore va dal
Cinquecento a tutto il Settecento. Fra gli
artisti maggiori, che rendono grande il
barocco, si ricordano Giuseppe Zimbalo,
Cesare Penna, Giuseppe Cino.
Le opere che hanno realizzato sono
innumerevoli, tutte degne di nota e di
straordinario rilievo artistico, fra le
quali la Basilica di Santa Croce eretta dal
1548 al 1646, trionfo del barocco leccese e
il vicino Palazzo dei Celestini del
Seicento; su una scenografica piazza si
affaccia il Duomo (1659-1670) e il Seminario
(1694-1709), nel cui cortile, è stato
recentemente restaurato un pozzo dalla ricca
ornamentazione scultorea, opera di Giuseppe
Cino. Nelle vicinanze c'è Piazza Sant'Oronzo,
dove tra il 1660 e il 1686 Giuseppe Zimbalo,
eresse una colonna utilizzando il fusto e il
capitello di una delle due colonne terminali
della via Appia ( risalenti all'epoca
dell'impero romano), sulla cui sommità si
eleva la statua di S. Oronzo. Questa
colonna, fu dono della città di Brindisi
alla città di Lecce essendo la popolazione
di Brindisi, scampata alla peste per
intercessione di S. Oronzo.
La piazza si affaccia sull'Anfiteatro
Romano risalente al II sec. d.c., questa
costruzione romana a forma ovale con più
ordini concentrici di gradinate e un'arena
al centro per combattimenti di gladiatori,
fu riportato, in parte, alla luce nel 1901.
Era talmente grande che poteva ospitare
circa 20000 spettatori. Le sculture che lo
ornavano sono conservate nel Museo
Provinciale. Negli ultimi anni nell'arena,
nel periodo natalizio, si allestisce il
presepe, con statue a grandezza naturale,
ricostruendo con fedeltà, un paesaggio
dell'epoca. Sempre in piazza, splendido il
Sedile o Palazzo del Seggio del cinquecento.
Poco più avanti il Castello spagnolo voluto
da Carlo V ed eretto fra il 1539 e il 1548.
Percorrendo Via Libertini si ammira una
lunga teoria di edifici barocchi. Tra essi,
la Chiesa
di Santa Teresa (1620-1630) con facciata a
colonne corinzie,
la Chiesa
di Sant'Andrea e
la Chiesa
del Rosario, ultima opera di Giuseppe
Zimbalo (1691), dove profuse tutta la sua
fantasiosa inventiva. Ritornando al Duomo e
imboccando Via Vittorio Emanuele, s'incontra
la Chiesa
di Sant'Irene o dei Teatini, opera di
Francesco Grimaldi (1591-1639), dalla ricca
facciata a due piani. Si prosegue per Via
Augusto Imperatore e si arriva alla Chiesa
di Santa Chiara, attribuita a Giuseppe Cino
(1694). Accanto, vi sono gli scavi del
Teatro Romano (risalgono alla prima metà
del secondo secolo). Il Museo provinciale
Sigismondo Castromediano, ha sede nell'ex
Collegio Argento e conserva notevoli
collezioni archeologiche, con anche
materiale proveniente dai vicini scavi di
Rudiae, e una bellissima pinacoteca.
Dove si
trova
Capoluogo di provincia più meridionale
della Puglia, a
150 km
circa da Bari (e a 40 dall’aeroporto più
vicino, quello di Brindisi), è al centro
del Salento, la penisola che forma il
“tacco” dello “stivale” italiano.
Lecce è situata a circa dodici chilometri
dal mare Adriatico.
Perché visitarla
Lecce è la capitale italiana del barocco.
In quella che venne definita la “Firenze
della Puglia” i capricci
dell’architettura e della scultura
rappresentano un unicum. Il suo centro
storico, fatto di vie tortuose e piazzette
raccolte, è ricco di edifici sacri e civili
esaltati dalla pietra con cui furono
costruiti, un calcare marnoso delle cave
locali, dal tipico colore dorato con
sfumature rosa.
Quando andarci e perché
Il clima è mediterraneo, contraddistinto da
inverni tiepidi ed estati secche: una meta
ideale insomma in qualsiasi mese
dell’anno. Il mare è a pochissimi km (a
una dozzina l’Adriatico, a una trentina lo
Jonio) e quindi da aprile ad ottobre si
possono abbinare alla visita alla città
anche giornate da dedicare alla spiaggia.
Da vedere
Colta ed elegante, ricca e religiosa. Tra il
Quattrocento e il Settecento, quando a
dominare erano gli spagnoli, Lecce visse il
periodo di maggior splendore. E da quella
effervescenza culturale seppe creare il
“suo” barocco: dopo il 1630 la città
divenne un enorme cantiere in cui si
costruirono palazzi importanti ma
soprattutto splendide chiese. E’ piazza
Sant’Oronzo il cuore di Lecce, punto di
partenza di ogni itinerario turistico: ecco
la colonna con la statua del santo, il
palazzo del Seggio - già sede del comune
fino al 1851 - e l’anfiteatro del II sec.,
il monumento romano della città meglio
conservato (poteva ospitare fino a 25 mila
spettatori). Un’occhiata al vicino
castello cinquecentesco e, risalendo per
Viale 25 luglio, si intravede il capolavoro
del barocco salentino: Santa Croce. Iniziata
nel 1548 e terminata nel 1646, la facciata a
balcone trabocca di decorazioni con
cariatidi, grifi, putti e statue. Anche
l’interno è un trionfo di ornamenti
(spicca l’altare di San Francesco di
Paola). Attiguo e dall’altrettanto fastosa
facciata è l’ex convento dei Celestini,
oggi il palazzo del Governo.
Piazza del Duomo è una quinta scenografica
perfetta: della cattedrale spiccano la
ricchezza decorativa della facciata laterale
sinistra, coronata da una statua di Sant’Oronzo
all’interno di un arco trionfale, e il
campanile da cui la vista sui tetti di Lecce
è eccezionale. Alla destra del Duomo, il
seminario e il palazzo vescovile, accomunati
da eleganti loggiati. Nei pressi del
cimitero, la chiesa romanica dei Ss. Nicolò
e Cataldo eretta nel 1180 da Tancredi,
l’ultimo re normanno di Sicilia,
arricchita poi in chiave barocca.
Camera con vista
Lecce e il Salento sono terre di masserie.
Queste cittadelle rurali medievali, isolate
e spesso fortificate, oggi sono divenute
hotel o agriturismo assai ricercati. Ancora
di più nella vicina Grecìa: qui, nel cuore
della penisola salentina, vive una comunità
distribuita in dieci paesini tra Lecce e
Otranto che conserva con orgoglio lingua,
cultura e tradizioni di origine greca.
Alloggiarvi può essere davvero un’ottima
occasione per scoprire l’anima più antica
del Salento.
Da non perdere
Questa è una città da passeggiata. E
allora una deviazione la merita via dei
Perroni (dietro al teatro romano,
vicinissimo alla chiesa di San Matteo) perché
qui, al civico 14, si fermò San Francesco
d’Assisi probabilmente, nel 1222.
Pare che il santo si fosse recato a casa
della nobile famiglia Perrone per chiedere
alla domestica del pane.
Lei rispose
di non averne, ma San Francesco la convinse
ad andare a vedere nella dispensa, che era
piena di pane fresco!In seguito i Perrone
fecero scolpire sul portale un angelo che
tiene in mano una pagnotta e, all'interno,
un'iscrizione che ricorda l’ accaduto.
Sulla tavola
Sono le verdure le straordinarie
protagoniste della tavola a Lecce: ceci (con
le tagliatelle diventano ciceri e tria),
fave (ottimo il purè), melanzane. E poi,
olive, cipolle e pomodori che, con le
acciughe, sono utilizzate per insaporire le
pizze rustiche o per il pane purecasciu (con
cipolla e pomodori) o, ancora, per la puccia
(pane con olive nere snocciolate). Come
secondi, Lecce è terra di pesce e
molluschi: sono rinomate le cozze e le
schiuma di mare, alici piccole e tenere che
si gustano crude con un po’ di limone.
Capretto, agnello e latticini non mancano
comunque sulla tavola: da assaggiare i
turcinieddhri (involtini di interiora di
agnello insaporiti con erbe aromatiche) e
focacce di patate e ricotta ripiene
generalmente di verdure (pitte). Fra i dolci
torroncini, croccanti di mandorle, pittedre
(panzerotti con marmellata). Vini Doc sono
il Copertino, il Leverano, il Matino, l’Alezio,
il Salice Salentino e lo Squinzano.
Nei dintorni
Chi prende la strada costiera adriatica,
dopo Otranto, non potrà fare a meno di
notare strapiombi e fiordi. Ma sono le
grotte, dono della natura carsica del
territorio, l’attrazione da non perdere:
un nome su tutti, la grotta Zinzulusa,
accessibile sia via mare che via terra. Chi
ama l’arte e il barocco in particolare,
dovrà fermarsi a Nardò, la “piccola
Lecce” che guarda invece il mar Jonio.
Sempre sulla costa jonica, Gallipoli è
un’altra cittadina affascinante, col borgo
vecchio e il castello costruiti su un
isolotto. Se si cerca un mare dai colori
caraibici e dalle spiagge di sabbia
finissima, allora la meta è Porto Cesareo.
Un panorama imperdibile è quello che
presenta capo Santa Maria di Leuca, nel
punto in cui l’Adriatico si fonde con lo
Jonio, se il cielo lo consente e se si ha
voglia di salire una scala a chiocciola di
ben 254 gradini, lo sguardo spazia dai monti
dell’Albania e della Calabria alle isole
Jonie, fino a Corfù e alla costa greca.
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